Le piccole bustine, per lo più bianche, con la scritta «Do not eat, throw away» (non mangiare, gettare via) sono allegate a innumerevoli prodotti: dagli alimenti all’elettronica, dai tessuti agli articoli in pelle. Soprattutto nelle spedizioni provenienti dall’Asia, queste bustine si trovano in quasi tutti gli imballaggi.
L’insicurezza è comprensibile: cosa contengono? Perché sopra c’è scritto «Do not eat»? E cosa succede se un adolescente sbadato condisce i suoi cracker di riso asiatici con la polvere che contengono o un bambino piccolo ne ingoia alcune palline?
Tox Info Suisse riceve regolarmente richieste di informazioni al riguardo. La buona notizia è che nella stragrande maggioranza dei casi queste bustine sono innocue. In caso di ingestione accidentale, si possono temere al massimo lievi disturbi gastrointestinali.

Tuttavia, dall’esperienza maturata nella consulenza emerge che, basandosi solo sulla situazione, è spesso possibile dedurre che si tratta di uno dei due tipi di bustine conosciuti: agenti essiccanti, che legano l’umidità, oppure assorbitori di ossigeno, che rimuovono l’ossigeno dall’aria. Entrambi proteggono i prodotti sensibili e ne prolungano la durata di conservazione, anche se a prima vista il contenuto delle bustine rimane un piccolo mistero.
Chi desidera saperne di più deve rivolgersi al produttore. Nella pratica, farlo in tempi brevi è difficile, se non impossibile; fortunatamente non è nemmeno necessario ai fini della valutazione del rischio. Le bustine sono piccole (di solito da 0,5 a 5 g) e spesso in bocca non arriva nemmeno l’intero contenuto.

Riceviamo il maggior numero di richieste di informazioni sul gel di silice. È molto diffuso e il più facile da riconoscere, sia per la dicitura riportata sulla bustina che per le tipiche palline trasparenti. Si tratta di un materiale altamente poroso, simile al vetro, in grado di assorbire molta umidità. Il gel di silice è inerte e quindi non tossico; viene espulso immutato dall’organismo. Può essere paragonato a sabbia o terra: innocuo, ma non destinato al consumo. E proprio come qualche granello di terra su un’insalata, anche qualche pallina di gel di silice non provoca alcun danno.
Il gel di silice esiste anche in varianti colorate che fungono da indicatori di umidità: cambiano colore non appena assorbono acqua. I coloranti utilizzati in piccole quantità nelle bustine non sono problematici; non si prevede alcuna tossicità rilevante.

Oltre agli essiccanti, esiste un secondo gruppo di bustine: gli assorbitori di ossigeno. Iscrizioni come «oxygen absorber», «deoxidizer», «oxygen-scavenger», «O2 Zero», «non-oxygen» oppure «Do not microwave» indicano la presenza di un assorbitore di ossigeno. Quella relativa al microonde è dovuta al fatto che la polvere di ferro contenuta nelle bustine può provocare scintille in microonde. Le iscrizioni e le informazioni sul contenuto sono spesso ancora meno chiare rispetto a quelle degli agenti essiccanti.
Gli assorbitori di ossigeno vengono utilizzati principalmente negli alimenti confezionati in modo ermetico. Assorbono l’ossigeno nell’imballaggio, prolungando così la durata di conservazione dei prodotti. In genere contengono composti di ferro in polvere, talvolta combinati con carbone attivo.
Il ferro contenuto nelle bustine reagisce con l’ossigeno presente nell’imballaggio, formando ossido di ferro (ruggine). Ciò riduce il contenuto di ossigeno e mantiene gli alimenti freschi più a lungo, prevenendo la formazione di muffa e i processi di ossidazione.
Date le piccole quantità contenute in tali bustine, un avvelenamento da ferro è molto improbabile, anche perché il carbonato di ferro (II) che contengono è scarsamente assorbito dall’organismo.





