
Realtà: i segni che un fungo è stato mangiucchiato non sono una garanzia di sicurezza.
Spesso gli animali reagiscono alle sostanze tossiche in modo molto diverso rispetto agli esseri umani. Ciò che per una lumaca è un banchetto, per noi può rivelarsi letale.
Ad esempio, le lumache mangiano senza problemi l’amanita falloide (tignosa verdognola, Amanita phalloides). Le amatossine in essa contenute nell’essere umano distruggono le cellule del fegato, mentre sembrano non avere alcun effetto sulle lumache.

Realtà: sarebbe bello! Purtroppo, invece, non tutte le tossine vengono decomposte e rese innocue dalla cottura.
È vero che alcuni funghi commestibili diventano ben tollerabili solo dopo una cottura adeguata. Per questo motivo anche la VAPKO (Associazione svizzera degli organi ufficiali di controllo dei funghi) raccomanda di non mangiare mai i funghi crudi. Le tossine fungine davvero pericolose, come l’amatossina, sono tuttavia estremamente stabili e non possono essere neutralizzate mediante cottura né frittura, essiccazione, conservazione sott’aceto o congelamento.

Realtà: né l’altitudine né il limite della vegetazione arborea proteggono dall’avvelenamento.
Nei vecchi libri sui funghi si legge spesso che l’amanita falloide non è presente nelle zone alpine d’alta quota. Tuttavia, con il riscaldamento climatico alberi e funghi si stanno diffondendo ad altitudini sempre più elevate. Inoltre, l’amatossina non si trova solo nelle amanite, ma anche in altre specie di funghi come le galerine (Galerina sp.) e le lepiote velenose (Lepiota sp.)

Realtà: le nostre papille gustative non dispongono di un sensore di veleno integrato.
Molti funghi pericolosi hanno un sapore delicato, con note di nocciola, e sono assolutamente deliziosi. È vero che per alcune specie – ad esempio certe russule – vale la regola empirica secondo cui gli esemplari piccanti non sono commestibili. Tuttavia, questa regola non può essere applicata ad altre famiglie di funghi.
Chi ci chiama con sintomi di intossicazione riferisce spesso di non aver notato alcun sapore particolare.
Realtà: pura illusione. Si tratta di una credenza errata, del tutto priva di fondamento dal punto di vista chimico o biologico.
La convinzione secondo cui un cucchiaio d’argento messo nella pentola si annerisca o le cipolle diventino scure se cotte con un fungo velenoso è molto radicata, anche oltre i confini nazionali. Tuttavia, non esistono semplici test basati su reazioni chimiche che distinguano «velenoso» da «non velenoso».


